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È definibile "romanzo" un libro di memorie di guerra, scritto una decina d'anni dopo gli avvenimenti, con conseguenze inevitabili sulla verità storica dei fatti narrati ? Sicuramente un'opera del genere è più vicina alla letteratura che alla fonte storica. Tuttavia, ho deciso di elencare in questa pagina solo le opere che non avevano espliciti riferimenti autobiografici, ma che erano dichiaratamente immaginarie. Per un panorama completo della letteratura italiana sulla Grande Guerra, il riferimento valido rimane sempre Francesco FORMIGARI, La letteratura di guerra in Italia 1915-1935, Roma, Ist. Naz. Fascista di Cultura, 1935.
Nella sezione Altri fronti sono elencati i più significativi romanzi stranieri tradotti in lingua italiana, con particolare attenzione alla produzione del primo dopoguerra.
ALVARO Corrado
Vent'anni
Milano, Treves, 1930 (riedizioni Milano, Bompiani, 1964; Firenze, Giunti, 1995)
Formigari: pur con i suoi difetti, deve essere considerato uno dei più bei romanzi di guerra; una rappresentazione della guerra trasfigurata da una sensibilità artistica, pur senza perdere nulla della sua aderenza al reale; usciamo dal documentario, siamo in presenza di poesia e fantasia
 
 
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BELTRAMELLI Antonio
Novelle della guerra
I romanzi della guerra, n. 9
Milano, Mondadori, 1931
Formigari: novelle facilette, sentimentaluccie e convenzionali anzi che no
Nota editoriale Mondadori: Sono ventun racconti tra i più originali e
possenti che il forte Autore di Anna Perenna
e del Cavalier Mostardo
abbia scritto. A sfondo di ciascuno, motivo ispiratore, è un
episodio della guerra libica o della grande guerra: episodi di alta
drammaticità sono rievocati con un senso di
realtà impressionante e soffusi di quell'alone poetico e
quasi mistico che è la caratteristica inconfondibile di
tutte le pagine del Beltramelli. E' un libro che all'alto valore
artistico aggiunge un alto valore educativo, per la nobiltà
che lo ispira. Pagine fiere, italianissime, nelle quali non sai dove
cominci la fantasia, e dove finisca la realtà
 
 
 
 
 
 
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BENELLI Sem
Eroi
Milano, Mondadori, 1931
Dramma di guerra in un atto
 
 
 
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CALDERONI Maria Rosa
La fucilazione dell'alpino Ortis
Milano, Mursia, 1999
Libro-inchiesta; racconto di un processo del 1916 a carico di quattro alpini carnici, condannati alla fucilazione per diserzione
 
 
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CAMANNI Enrico
La guerra di Joseph
Torino, Vivalda, 1998
Narra l'impresa della guida valdostana Joseph Gaspard che, nel 1916, insieme al nobile fiorentino Ugo di Vallepiana, scalò il camino sud ovest della Tofana di Rozes, sotto il fuoco degli austro-ungarici
 
 
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CARPENEDO Diego
La compagnia fucilati
Udine, La Nuova Base, 1998
Narra il processo a quattro alpini carnici accusati di diserzione, tenutosi nell'estate del 1916, e conclusosi con la fucilazione degli imputati
 
 
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FORMIGARI Francesco
Quelli che hanno fatto la guerra
Milano, Bompiani, 1935
Formigari: romanzo di maggior distacco fantastico, in cui l'autore ha voluto rappresentare la guerra in senso epico e collettivo, da parte italiana e da parte austriaca
 
 
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FRESCURA Attilio
Non vogliamo encomi
Milano, Agnelli, 1930
Formigari: l'autore ha cercato di rivedere la guerra nel quadro della coscienza politica e civile italiana, ma non ha aggiunto gran che ai pregi che rendono apprezzabile il suo vecchio diario di guerra, Diario di un imboscato
 
 
 
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GOTTA Salvator
Pronti? Forza!
Milano, Sonzogno, s.d. (ma 1919)
Formigari: buoni racconti; l'autore fu ufficiale di artiglieria
 
 
 
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GOTTA Salvatore
Piccolo Alpino
Milano, Mondadori, 1926 (2ª edizione ivi, 1931)
 
 
 
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HEMINGWAY Ernest
Un addio alle armi
Traduzione di Bruno Fonzi
Milano-Roma, Jandi Sapi, 1945 (anche Addio alle armi, Milano, Mondadori, 1946; ed. originale A Farewell to Arms, New York, Scribner's, 1929)
 
 
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LOCCHI Vittorio
La sagra di Santa Gorizia
Prefazione di Ettore Cozzani
Incisioni di Francesco Gamba
Milano, L'Eroica, 1918 (1ª ed. La Spezia, L'Eroica, 1917; 2ª ed. Milano, Società editoriale milanese, 1918)
Formigari: destò viva commozione durante la guerra per l'immediatezza lirica di alcune sue parti; con quell'immediatezza contrasta l'elemento letterario dannunziano, rappresentato, oltre che nel poco simpatico titolo, in più di un'immagine sforzata
 
 
 
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MARINETTI Filippo Tommaso
L'alcova d'acciaio
Milano, Vitigliano, 1921 (riedizione Milano, Mondadori, 1927)
Formigari: l'alcova d'acciaio è l'autoblinda dove prestò servizio l'autore; un bel libro di guerra; l'avanzata finale di Vittorio Veneto, l'irruzione fantastica nelle linee nemiche, la grande guerra di movimento rispondono al genio di Marinetti
 
 
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MARPICATI Arturo
La coda di Minosse
Fiume, Delta, 1925 (riedizioni Collezione Gladio, Bologna, Cappelli, 1933; Milano, Mondadori, 1939; Tribunale di guerra. La coda di Minosse, Milano, Ceschina, 1959)
Formigari: la satira non risparmiò la giustizia militare; Marpicati tocca una delle piaghe più vive della guerra; libro da tener ben presente, oltre che per le qualità artistiche che qua e là vi tralucono; per esempio nell'episodio della fucilazione di un soldato
 
 
 
 
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PASSERI Leopoldo
Il vallone della morte
(Guerra e romanzo dal vero)
Brescia, Vannini, 1934
Contiene una interessante relazione sull'azione del XXVII Reparto d'assalto alla Battaglia del Solstizio (1918)
 
 
 
 
 
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PUCCINI Mario
Il soldato Cola
Milano, Ceschina, 1935 (riedizione di Cola, ritratto di un italiano, 1927)
Formigari: ritratto di un Sancio Pancia bonario, sensibile e affettivo, acciaccato e fiaccone, buon diavolo che fa il suo dovere nei limiti della necessità, ma non si espone mai; scrittura garbata, sempre in fuoco, aderente all'argomento ed ai personaggi per spezzature e anacoluti, a passi staccati che danno al libro un semplice appropriato andamento di diario
 
 
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ROSAI Ottone
Dentro la guerra
Roma, I Quaderni di Novissima, 1934 (riedizione de Il libro d'un teppista Firenze, Vallecchi, 1919)
Formigari: Rosai appartenne a quella schiera d'interventisti di tipo garibaldino; il suo diario di guerra ha un'asciutta ingenuità accentuata dalle licenze sintattiche che gli sono consentite dal suo vernacolo toscano
 
 
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SAPORI Francesco
La trincea
Milano, Treves, 1917 (riedizione ivi, 1931)
Formigari: notevole soprattutto un senso di misura e di equilibrio non conturbato da urgenza di impressionismo; ma trovi, insieme, una certa superficialità di fronte ai fatti, un andamenti idillico; i residui di una sensibilità tipicamente ottocentesca nella delineazione del personaggio principale
 
 
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BALASSA Imre
Fronte
Traduzione di Silvino Gigante
Milano, Agnelli, 1931
 
 
 
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BARBUSSE Henri
Il fuoco
Milano, Sonzogno, 1919 (ed. originale Le feu, Paris, Flammarion, 1916)
 
 
 
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CENDRARS Blaise
La mano mozza
Milano, Garzanti, 1993 (riedizione Parma, Guanda, 2000; ed. originale La Main coupée, Paris, Denoël, 1946)
 
 
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DEAUVILLE Max
Il fango dele Fiandre
I romanzi della guerra, n. 10
Milano, Mondadori, 1931 (ed. originale La boue des Flandres, 1922)
Nota editoriale Mondadori: E' un'opera che ha avuto grande fortuna nella edizione originale
francese. Libro crudo, audace e pur soffuso di un senso di
bontà e di poesia. Molte sono le pagine scintillanti di
umorismo. Un libro che si legge con commosso interesse
 
 
 
 
 
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DEVAL Jacques
Servizio sedentario
I romanzi della guerra, n. 5
Traduzione di Enrico Piceni
Milano, Mondadori, 1930 (ed. originale Sabres de bois, 1929)
Nota editoriale Mondadori: Servizio sedentario ci dipinge
con inesauribile
umorismo, e pur con uan specie di tenerezza commossa che serpeggia
anche nelle pagine più gaie, vita e miracoli dei cosiddetti
"inabili". Corsie d'ospedali, uffici militari, segreti e peripezie di
anticamere e di infermerie, qualche modesta e disastrosa evasione verso
"il fronte": ecco la materia di Servizio sedentario,
dove la scena
è vista e sentita da uno che non può parteciparvi
nella parte eroica e avventurosa, e presta con buona volontà
e buona fede la sua opera alle mansioni umili, modeste, banali e pure
indispensabili del retro fronte. Fra gli infiniti libri di guerra
usciti dal 1927 al 1930, questo del Deval occupa dunque un posto
particolarissimo, e resterà al tempo stesso come documento
umano di uno dei più interessanti aspetti della grande
tragedia e come squisita opera d'arte. Servizio sedentario,
ha avuto un
grandissimo successo e ha posto Jacques Deval, già noto per
il successo dei suoi delicati e garbati lavori teatrali, alcuni dei
quali applauditi anche sulle scene italiane, in prima linea tra gli
umoristi francesi della schiatta dei Courteline, dei Renard, dei
Bernard. La traduzione agilissima di Enrico Piceni, umorista egli
stesso, conserva all'opera tutta la sua freschezza e il suo brio
 
 
 
 
 
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DORGELÈS Roland
Le croci di legno
Perugia-Venezia, La Nuova Italia, 1930 (ed. originale Les croix de bois, Paris, Michel, 1919)
 
 
 
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FINDLEY Timothy
Guerre
Traduzione di Maria Cristina Savioli
Vicenza, Neri Pozza, 2005 (ed. originale The Wars, 1977)
 
 
 
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JÜNGER Ernst
Tempeste d'acciaio
Traduzione di Giorgio Zampaglione
Milano, Il Borghese, 1966 (riedizione Parma, Guanda, 1995; ed. originale In Stahlgewittern, 1920)
 
 
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KOLOKOLOV Nicola
Miele e sangue
I romanzi della guerra, n. 8
Traduzione di Olga Resnevic
Milano, Mondadori, 1931 (ed. originale Med i krov')
Nota editoriale Mondadori: E' un potente romanzo russo, che descrive il periodo appena precedente
la guerra, e quello della guerra stessa fino allo sfasciamento
bolscevico, visti da un lontano osservatorio: un piccolo paese sperduto
nell'immensità dell'interno della Russia. La vita
patriarcale e monotona di quel villaggio si va a mano a mano
trasformando e come le onde di una lontana tempesta giungono dalla
remota fronte uomini, idee, sentimenti nuovi. Il racconto è
ricco di note piene di humor
come di pagine commoventissime
 
 
 
 
 
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KRASSNOFF P. N.
Comprendere è perdonare
Firenze, Salani, 1932
 
 
 
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KRASSNOFF P. N.
Dall'aquila imperiale alla bandiera rossa
Firenze, Salani, 1938
 
 
 
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LAWRENCE Thomas Edward
La rivolta nel deserto
Milano, Mondadori, 1929 (ed. originale Revolt in the Desert, 1927)
 
 
 
 
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MARKOVITS Rodion
Guarnigione siberiana
I romanzi della guerra, n. 7
Milano, Mondadori, 1931 (ed. originale Szibériai garnizont, 1928)
Nota editoriale Mondadori: E' il capolavoro della letteratura ungherese di guerra. Opera ricca di
avventura, di movimento, di colore: che si legge d'un fiato e che pure,
oltre questa sua facilità descrittiva, contiene pagine di un
profondo significato morale. Vi narra l'odissea di un soldato ungherese
che cade prigioniero dei Russi e che, raggiunto dalla pace, deve
ritornarsene al proprio paese: viaggio assai più difficile
al ritorno che all'andata
 
 
 
 
 
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MOTTRAM Ralph Hale
La fattoria spagnola
I romanzi della guerra, n. 6
Traduzione di M. Borsa
Milano, Mondadori, 1930 (ed. originale The Spanish Farm, 1924)
Nota editoriale Mondadori: E' il capolavoro della letteratura di guerra inglese, dovuto ad uno dei
più fini scrittori di quella terra, che ha per argomento la
vita di una donna nelle Fiandre, dietro il fronte, ed a Parigi durante
la guerra. E' un'opera di poesia, di una grazia squisita, non priva di humor;
ed è anche un romanzo, nel
senso più
completo della parola
 
 
 
 
 
 
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REMARQUE Erich Maria
Niente di nuovo sul fronte occidentale
I romanzi della guerra (fuori serie)
Traduzione di Stefano Jacini
Milano, Mondadori, 1931 (ed. originale Im Westen nichts Neues, Berlin, Ullstein Verlag, 1929)
 
 
 
 
 
 
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REMARQUE Erich Maria
La via del ritorno
I romanzi della guerra (fuori serie)
Milano, Mondadori, 1932 (ed. originale Der Weg zurück, Berlin, Propyläen, 1931)
 
 
 
 
 
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THOMAS Adrienne
Caterina va alla guerra
I romanzi della guerra, n. 11
Traduzione di Enrico Rocca
Milano, Mondadori, 1931 (ed. originale Die Katrin wird Soldat, 1930)
Nota editoriale Mondadori: In otto settimane questo libro di una scrittrice, fino a quel momento
ignota, ha raggiunto in Germania le cinquantamila copie e in cinque
mesi le centomila. Mai un successo è stato tanto meritato,
poichè in tutta la letteratura di guerra non si trova una
così felice coincidenza di spontaneità e di
bellezza, di amore e di tragedia, di sincerità e di altezza
spirituale. Prima ancora che un libro di guerra, è il
fiducioso dischiudersi di un'anima di fanciulla alla vita e il graduale
reclinarsi di un caro fiore sullo stelo. La traduzione di Enrico Rocca
ha compiuto il miracolo di darci un romanzo che sembra concepito nella
nostra lingua armoniosa
 
 
 
 
 
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ZWEIG Arnold
La questione del sergente Grischa
I romanzi della guerra, n. 1
Traduzione di Enrico Burich
Milano, Mondadori, 1930 (ed. originale Der Streit des Sergeanten
Grischa, 1927)
Nota editoriale Mondadori: Intorno a un tragico errore della giustizia militare,
è tutto il mondo, tutte le passioni della guerra che rivivono in
quest'opera magistrale che fu paragonata ai grandi romanzi russi e che
ha già ottenuto in ogni paese successi clamorosi
 
 
 
 
 
 
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